09 - 04 - 2021 | Ville storiche e parchi

Villa Toeplitz e il suo Parco:
un gioiello nel cuore di Varese.



Quando nel 1914 il banchiere polacco Josef Leopold Toeplitz era alla ricerca di una comoda residenza di campagna, non aveva modo di affidarsi alla professionalità di uno studio immobiliare che lo seguisse nel percorso di acquisto di una villa: allora ci si affidava al passaparola e ai consigli degli amici più stretti (che anche oggi hanno un grande valore).
L’Italia, meta del famoso Grand Tour per tutto l’Ottocento, era una location ambita da molti sia per il clima gradevole, sia per il fascino storico e culturale che esercitava sui ricchi signori del nord Europa.
Josef Leopold Toeplitz, in visita a Varese, si innamorò di una deliziosa residenza privata allora di proprietà della Famiglia tedesca Hannesen, situata nel quartiere di Sant’Ambrogio Olona, in Via Giovanbattista Vico.
Forse lo colpì la posizione in prima collina proprio ai piedi del Sacro Monte di Varese, soleggiata e dominante.
Oppure venne attratto dal meraviglioso parco di circa quattro ettari.
Magari lo interessò l’architettura semplice e imponente della villa, costruita nel 1901: una “recente costruzione” per l’epoca. Secondo noi, fu l’insieme delle caratteristiche a convincerlo e a fargli firmare il contratto: e poi a Varese avrebbe potuto deliziarsi con il Dolce Varese nelle pasticcerie del centro.
Senza aprire mutui e senza incertezza alcuna, si stabilì con la moglie Edvige Mrozowska e iniziò a ristrutturare sia la villa che il parco per renderli più gradevoli e abitabili.
Aiutato da un famoso architetto francese e guidato dai consigli della moglie, Toeplitz ampliò il parco fino a raggiungere una superficie di quasi otto ettari e lo abbellì con una serie di giochi d’acqua grazie ad un progetto di canalizzazione delle acque provenienti dal vicino Monte Martica.
Il profilo orientaleggiante delle vasche si deve al gusto di Edvige, che aveva viaggiato più volte in Oriente ed era rimasta affascinata da quell’architettura così equilibrata e sinuosa.
Vennero realizzate una monumentale gradinata in porfido e numerose cascate, si costruirono fontane a mosaico e in marmo grigio fatto arrivare apposta da Carrara, i giardinieri piantarono siepi di cipresso e macchie arboree di conifere.
Sulla collina prosperavano (e vi sono ancora) castagni, betulle e frassini mentre la parte bassa del giardino venne abbellita da faggi e filari di tigli. In poco tempo, la villa e il parco diventarono un luogo prediletto per la vita culturale della città, guidata dalla facoltosa Edvige.
Siccome la coppia era profondamente religiosa, commissionò la costruzione di una Cappella all’architetto polacco Goraska, che realizzò un vero capolavoro, completato con affreschi dipinti dalla mano del pittore polacco Rosen.
Edvige, appassionata studiosa, si interessava anche di astronomia e fece costruire un piccolo Osservatorio con le attrezzature utili all’osservazione del cielo.

La villa nel suo complesso ha un profilo semplice ma una struttura massiccia con l’architettura portante in mattoni a vista, caratterizzata dalla presenza di due torrette: una quadrata e una circolare.
Le numerose e ampie finestre rendono le sale interne luminose; un bel terrazzo si affaccia sul parco e – come scriverebbe Stefania – è ideale per organizzare ritrovi e pranzi en plein air.
La Villa non ha uno stile preponderante ma è una commistione di architetture e viene definita “in stile eclettico”.
Nel parco si trovano anche le serre, la stalla, il campo da bocce, il campo da tennis in terra battura, il belvedere e la piscina.
Non mancava davvero nulla alla coppia polacca: Josef ristrutturò la casa per assecondare le esigenze e le necessità della moglie, realizzando un luogo dal grande fascino dove avrebbe potuto trascorre giornate felici e coltivare le sue passioni. Ci sono equilibri che restano immutati nei secoli.

Dopo la morte di Josef, la Villa passò in eredità alla moglie e al figlio Ludovico; alla fine della seconda guerra mondiale la proprietà venne ceduta ai fratelli Mocchetti di Legnano.
Nel 1972 il Comune di Varese decise di acquistare l’intera proprietà per trasformarla in un parco pubblico e rendere visibile a tutti la sua straordinaria bellezza.
Oggi Villa Toeplitz, oltre ad essere sede della facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università Insubria, è un luogo visitabile tutto l’anno.
Passeggiando lungo i viali corredati dalle fontane si respira ancora quell’atmosfera affascinante del Novecento: se si chiudono gli occhi è facile immaginarsi immersi nella realtà dell’epoca, abbigliati con vestiti eleganti, durante un ritrovo pomeridiano insieme a Edvige.
Doveva essere così gradevole conversare con una donna di tale cultura mentre si sorseggiava un tè seduti in giardino, o passeggiare con Josef all’interno della villa e passare in sale con pavimenti in marmo e parquet, alte librerie, camini e grandi saloni.
Nel 2015 il Parco di Villa Topelitz è stato finalista per il premio Il Parco Più bello d’Italia.

Caro lettore, cara lettrice, se abiti a Varese avrai già visitato questo luogo e forse ti sarai anche seduto su una panchina a leggere immerso nella tranquillità della natura.
Nel caso in cui tu non sia della zona, ti consiglio di visitare il Parco di Villa Toeplitz, un gioiello nel cuore della nostra città.
Oggi è possibile replicare la vita Novecentesca di Josef e Edvige: vi sono dimore storiche di dimensione più ridotta che, grazie ad accurate ristrutturazioni, diventano proposte immobiliari di fascino, luoghi ideali per famiglie numerose o situazioni eccellenti per aprire un’attività come un B&B o un ristorante.
Varese offre diverse opportunità: bisogna solo scoprirle.


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